Birra Artigianale a Livorno

Trio inserto

Amici e lettori del blog, è tornato un pò di freddo e in questa giornata umida in stile “British” o “Irish” torniamo a parlare di birra ed in particolare di birra artigianale. Abbiamo già parlato nell’ambito dei pub, di alcuni locali Labronici in cui gli amanti della schiumosa bevanda possono trovare un’ampia scelta di birre più e meno pregiate pronte per soddisfare ogni gusto. In questo piccolo articolo però affrontiamo a mo di guida, di un locale che produce esso stesso alcuni dei tipi di birra che poi propongono ai clienti: Il Piccolo Birrificio Clandestino che sorge in via Solferino. Questo locale che ormai è da qualche anno nel panorama gastronomico della nostra città offre (oltre alla possibilità di cenare e fare spuntini di cui però non trattiamo oggi) una vasta gamma di birre artigianali prodotte direttamente dal lavoro di uno dei soci gestori del locale. La qualità delle birre e del “servizio” è garantito dal marchio di associazione dello stesso locale alla “unionbirrai” l’associazione dei produttori di birra artigianale, che ogni anno premia la migliore birra prodotta dai tanti e piccoli birrifici di tutta Italia e che nel 2011 e nel 2012 è stato vinto rispettivamente per la categoria : “ Birre ad alto grado alcolico di ispirazione anglo-americana con la birra “Santa Giulia” e “Birre scure alta e bassa fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione anglo-americana” con la birra “Montinera”. Oltre alle due birre vincitrici la gamma di birre offerte va da birre dalla gradazione alcolica media e ambrate come la “Ri’appala” a quelle più forti e decise nel gusto come la Santa Giulia (appunto) per arrivare poi a birre più chiare e leggere sia nel gusto che nella gradazione alcolica come la “Cinque e Cinque” o la “Villa Serena”. Per chi invece volesse optare per una birra in bottiglia può scegliere tra le molte proposte di cui ne citiamo solo alcune (per non farvi la lista della spesa): “Orval”  ottenuta dalla lavorazione di tre tipi di luppolo e due fermentazioni di cui l’ultima in bottiglia, la “Belgoo” di origine belga che si tratta di una birra naturale non filtrata ottenuta da malto d’orzo e di frumento avena e frumento tedesco, la “Deus” (Deus brut de Flandrés”) sempre di tradizione belga ma solo per quanto riguarda la fase di fermentazione seguite da un’ultima lavorazione nella regione francese dello Champagne.
Che rimane da dirvi? Buona bevuta a tutti.

Note: Il presente articolo non ha alcun valore critico ma solo divulgativo. Per conoscere gli altri locali che offrono una buona scelta di birre vi rimandiamo alla  pagina dei pub

di Trio Libeccio

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